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3° incontro Comunità di pratica dalla community Specialisti delle Risorse Umane

Il 29 febbraio 2024 si è svolto il terzo incontro della Comunità di pratica dei responsabili del
personale e dei referenti della formazione, avviata nel secondo semestre del 2023.


La Comunità vuole essere un luogo di approfondimento dei fabbisogni formativi, delle priorità di
intervento e delle azioni per un rafforzamento diffuso del capitale umano pubblico.
Per questo motivo nell'incontro sono stati invitati ad intervenire tre enti che hanno presentato la
propria esperienza in tema di formazione: l'Agenzia delle Entrate, il Comune di Prato, la Regione
Umbria.


Ciascun ente ha condiviso l'esperienza specifica parlando di contenuti e processo di definizione del
piano formativo, punti di forza e criticità rilevate, necessità di strumenti e metodi di supporto.
Il webinar è stata l'occasione di confronto e scambio tra amministrazioni, ma anche con il
Dipartimento della Funzione Pubblica e la Scuola Nazionale dell'Amministrazione.

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4° incontro Comunità di pratica dalla community Specialisti delle Risorse Umane

Nel 4° incontro della Comunità di pratica dei referenti della formazione delle Amministrrzioni
centrali e dei Comuni capoluogo di Provincia e delle Regioni, che il DFP promuove insieme alla
Scuola Nazionale dell’Amministrazione, il focus è stato il monitoraggio delle attività formative su
Syllabus, in particolare dei risultati delle attività formative per dipendente.
Si è riflettuto sulla correlazione tra risultati e obiettivi formativi e su come la programmazione e la
valutazione delle attività formative concorrano alla valutazione della performance individuale.
Inoltre, si è parlato di come la piattaforma Syllabus promuova una formazione “massiva” online,
grazie ad un catalogo di corsi che raccoglie MOOC in linea con i framework di competenza.

La piattaforma online:

  • supporta l’assessment dei fabbisogni di normazione e la definizione dei percorsi formativi;
  • interopera con I Learning Management System - LMS (es. Moodle) per abilitare l’accesso ai corsi;
  • consente di monitorare il portfolio delle competenze delle PA a livello organizzativo e
    individuale.
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Le Comunità di pratica come forme cooperative di organizzazioni a cura di Gianluigi Mangia

Le Comunità di pratica sono forme cooperative di organizzazioni che riuniscono esperti motivati a
partecipare a un processo di apprendimento collettivo attraverso la consapevolezza delle proprie
conoscenze e di quelle degli altri e la libera e diretta condivisione di idee e proposte di soluzioni.
Partendo da questa premessa, la comunità di pratica dei referenti della formazione delle
amministrazioni centrali, delle regioni, delle città metropolitane e dei comuni capoluoghi di
provincia nasce con obiettivi molto precisi.


In primo luogo, vi è un obiettivo di miglioramento nelle prassi e nelle pratiche delle
amministrazioni. Come messo in risalto dalle direttive del Ministro On. Zangrillo, la formazione è
oggi la chiave strategica principale per elevare lo standard della capacità amministrativa delle
amministrazioni. Un miglioramento nelle pratiche di gestione ha, quindi, per l’intero Paese un
forte significato strategico, soprattutto riguardo le tre transizioni in atto – digitale, ecologica,
amministrativa – che rappresentano le grandi sfide per tutta la PA. Grazie alla condivisione di
esperienze, pratiche e conoscenze la comunità di pratica potrà consentire, anche in tempi veloci,
una disseminazione di buone pratiche rendendo possibili, nei fatti, più alti livelli di efficacia e al
contempo di efficienza. La compresenza all’interno della stessa comunità di diverse
amministrazioni ha, infatti, un enorme potenziale che è possibile valorizzare grazie alle dinamiche
di collaborazione. Si ravvisa, quindi, una relazione biunivoca e di reciproca utilità tra le
amministrazioni locali e le amministrazioni centrali coinvolte.


In secondo luogo, vi è un obiettivo di consolidamento delle prassi manageriali in tema di
formazione, per contribuire a una progressiva omogeneizzazione dei livelli di qualità dell’azione
amministrativa tra amministrazioni di diversa natura e livello; è così più efficace il trasferimento
all’autorità politica di considerazioni basate sia su dati scientifici sia sulle evidenze derivanti dalla
normale e quotidiana prassi amministrativa. Infatti, uno dei punti di maggiore interesse collegato
all’attivazione e al lavoro della comunità di pratica dei referenti della formazione è connesso alla
possibilità di restituire un quadro più chiaro, relativo non solo alle amministrazioni centrali ma
anche a diverse tipologie di amministrazioni locali.
La comunità di pratica sarà chiamata a lavorare sia su aspetti di contenuto sia su aspetti di
processo. Il primo aspetto riguarda, innanzitutto, l’analisi delle competenze da sviluppare
prioritariamente, gli ambiti tematici da approfondire in maniera privilegiata. Il processo, invece,
riguarda ad esempio le modalità di definizione del piano formativo, di raccolta dei fabbisogni, di
scelta delle modalità di erogazione.


Sul piano metodologico, la comunità di pratica è chiamata a lavorare nel rispetto dei principi
costitutivi di ogni community of practice: la condivisione di esperienze, il dibattito aperto su
pratiche concrete, la possibilità di trasferire agevolmente nozioni e prassi da un’amministrazione
all’altra. In questo senso, i referenti della formazione delle amministrazioni centrali e locali che
hanno aderito alla comunità attivata dal Dipartimento della funzione pubblica con il contributo
della Scuola Nazionale dell’Amministrazione hanno già iniziato il percorso di confronto e di
discussione a partire dal 27 novembre 2023.
Ci aspetta un lungo e affascinante viaggio!

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